Onu: approvate nuove misure sanzionatorie per la Corea del Nord

Onu: approvate nuove misure sanzionatorie per la Corea del Nord. Nuove misure sanzionatorie per Pyonyang. Il Consiglio di Sicureza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità le misure restrittive per la Corea dei Nord. In visione dell’ ultimo test nucleare da 160 chilotoni che ha provocato due terremoti artificiali, e all’indomani delle richieste punitive avanzate dall’ambasciatrice Usa delle Nazioni Unite, Nikki Haley, è giunto al tavolo dei grandi il testo che sancisce le penalità per la Nord Corea.

Tuttavia, le misure adottate non rispecchiano il programma previsto all’inizio. Le misure atte a strozzare l’economia interna di Pyongyang si sono molto ammorbidite. Probabilmente per effetto della Russia e della Cina che hanno tentato di mantenere una certa elasticità affinchè gli effetti non risultassero eccessivamente limitativi.

L’industria tessile è il punto focale sul quale Pyongyang è stato penalizzato, tuttavia, risulta essere una sanzione da poco, dal momento che l’America ha alleggerito la pena sul petrolio. Il documento sancisce chiaramente il divieto di fornitura di petrolio e gas naturale, da parte degli Stati membri. La clausola è integrata da un’importante eccezione al riguardo: é concessa la vendita, il trasferimento e la fornitura dei derivati petroliferi alla Nord Corea fino a 500 mila barili per tre mesi a partire dal primo settembre. Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2018 saranno concessi 8.5 milioni di barili fino alla fine dell’anno, a condizione che vengano impiegati per far fronte al sostentamento della popolazione e non vengano utilizzati a scopo nucleare.

Tra le altre sanzioni figurano quelle riguardanti il divieto di rinnovare i contratti ai 100 mila espatriati nordcoreani e l’invito a tutti i singoli paesi, ad ispezionare le navi sospette. Tuttavia si respira aria di sfiducia e malcontento poichè anche queste due misure cautelari sono attenuate da clausole accessorie: le ispezioni sono vietate se non consensuali e il divieto di rinnovo contrattuale non potrà essere applicato sin da subito.  Ciò che più è preoccupante, come dimostrato da un campione di otto esperti Onu, è che è proprio sulle navi che il regime di Pyongyang  traffica armi e tecnologie.

 

 

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