Allarme caldo in apicoltura: dimezzata la produzione di miele

api apicoltura

Apicoltura, è allarme caldo: dimezzata la produzione di miele. Pericolo caldo torrido anche  per la nostra fauna: il piccolo grande mondo delle api sta risentendo delle alte temperature mettendo in pericolo un’intera concatenazione di fattori che va dall’impollinazione delle piante al raccolto. Dai tempi in cui la scienza ha iniziato a fare passi avanti, è noto quanto sia importante la vita delle api, responsabili di un ciclo vitale vicinissimo a molte specie viventi, uomo in primis.

Reo della malora in corso un’inizio di primavera gelida cui ha fatto seguito caldo e siccità. La produzione di miele, indicatore principale dello stato di salute della natura, risulta dimezzata. La Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti sottolinea quanto questo sia una delle annate peggiori in fatto di apicoltura da 35 anni ad oggi. A peggiorare la situazione hanno hanno tra l’altro contribuito decine e decine di incendi che hanno sterminato interi stormi di api, nell’ordine di circa 10 milioni.

La Coldiretti ci informa che a compensare in minima parte allo scarso raccolto in apicoltura, contribuisce il raro miele di montagna. Se ne deduce che ad alta quota le temperature hanno lasciato uno spiraglio di vita in più alla natura. Tuttavia, se si considerano i numeri la situazione è preoccupante: con una coltura di appena 16mila tonnellate di miele nel 2016, la situazione era già in declino . Quest’anno la produzione di miele è calata drasticamente a 10.000 tonnellate.

Il problema di natura climatico si rifletterà inevitabilmente sulla qualità dei nostri alimenti. Il crollo dei raccolti è la premessa per aprire le porte alle importazioni. Già nei primi 4 mesi dell’anno corrente sono giunti in Italia, dall’estero, oltre 7000 tonnellate di miele. Secondo dati Istat e Coldiretti, a breve, due barattoli su tre, sugli scaffali dei supermercati saranno d’importazione. Il 10% del miele sarà cinese, uno dei paesi in cima alle liste per insicurezza alimentare.

Per far fronte alla situazione di emergenza in apicoltura, e tentare di non portare in tavola miele di bassa qualità, la Coldiretti suggerisce di prestare la massima attenzione alle etichette, controllando la provenienza del miele che si vuole acquistare. In secondo luogo, rivolgersi quando possibile, direttamente agli apicultori di aziende agricole, agriturismi o chiedere ai mercati di Campagna Amica.

E’ importante sapere che a differenza di paesi come la Cina, la produzione di miele sul territorio italiano, laddove non sono ammesse coltivazioni Ogm, è chiara attraverso la dicitura sull’etichetta. Per tanto, la provenienza Italia è da ricercare come prima fonte di sicurezza. Nel caso di miscela di miele proveniente da diversi paesi, come nel caso dell’olio, la dicitura riporterà ” Miscela di mieli originari della CE”.  Se invece la miscela è proveniente da paesi extracomunitari, ci dev’essere la scritta “miscela di mieli non originari della CE”.

Leave a Comment