SABAUDIA Bianchi: “Direttiva Bolkestein: come la mettono Secci e Capriglione?”

Amedeo Bianchi PD Sabaudia

SABAUDIA, 20 MARZO 2017 – “Al fine di liberalizzare l’accesso al mercato degli operatori economici , il parlamento europeo nel 2006, ha approvato una direttiva che prese nome dall’allora commissario alla concorrenza Frits Bolkestein. Gli Stati membri avrebbero dovuto, con le opportune valutazioni relative al proprio mercato interno, recepire la norma entro il 2009. La direttiva semplifica l’accesso al mercato europeo equiparando le norme di acceso al mercato dei diversi stati e costringendo quegli stati, come l’Italia, dove la burocrazia è opprimente, a semplificare norme e regolamenti. All’interno della direttiva si prevede la messa a bando delle concessioni/autorizzazioni laddove le risorse siano limitate (art. 12), ma anche la rivisitazione dei diritti acquisiti dagli stessi operatori economici ( senza la direttiva, ad es., non era possibile eliminare uno stallo per il commercio su area pubblica già concessionato). Il governo italiano invece, tirato dalla giacca ciclicamente dalle varie categorie interessate dal provvedimento, ha ritenuto opportuno provvedere a legiferare sulla deroga alla direttiva prorogando le concessioni demaniali , piuttosto che sul riordino del settore, stabilendo una durata che avrebbe messo d’accordo operatori economici e rispetto della normativa. Così, per aggirare la normativa europea, il governo ha prorogato, da ultimo, le concessioni demaniali al 2020, incorrendo nella reprimenda da parte della Corte europea che , nel luglio 2016, ha bocciato la proroga definendola “automatica e generalizzata”. Da qui la necessità da parte del governo di approvare un nuovo ddl e le conseguenti proteste della varie categorie interessate che hanno però dovuto constatare che ormai non ci sono più giacche da tirare. Nella nostra città diverse le categorie interessate dal provvedimento, in particolare gli operatori balneari ed il commercio itinerante su area fissa. In entrambe i casi la proposta del partito democratico di riordino dei due settori è caduta nel vuoto. La prima proposta di revisione del piano di utilizzazione degli arenili da parte della maggioranza di centrodestra è del 2007. Numerosi i tecnici incaricati senza che vi fosse un passaggio preliminare in consiglio comunale che approvasse gli indirizzi da dare e chiarisse alcune posizioni spinose come quelle dei chioschi sul lungomare che vedranno decadere la loro autorizzazione (come su questa evidenziato) al momento della revisione del P.U.A senza una chiara previsione di ciò che accadrà dopo. Dopo ben 10 anni nulla è stato fatto. I candidati sindaci Secci e Capriglione, complici di questa stasi di cui pagheranno le conseguenze gli operatori balneari, con che coraggio e con quali promesse stanno ora incontrando gli stessi operatori? La nostra proposta era e rimane di una semplicità imbarazzante: recepire il regolamento regionale 11, revisione del P.U.A. con l’inclusione dei vari regolamenti ora vigenti (come quello sul noleggio ombrelloni e lettini su area privata), regolarizzazione delle spiagge libere attrezzate collegate ai chioschi sul lungomare (ora autorizzate, ma non previste dal P.U.A. quindi non proprio regolari) e soprattutto legare l’adeguamento delle strutture ad una durata della concessione fino a 75 anni in linea con la stessa durata temporale prevista da Spagna e Portogallo ed accettata dal parlamento europeo. La nostra preoccupazione, al di là della garanzia del lavoro a migliaia di famiglie, è di evitare che la messa a bando di decine di concessioni in un momento di crisi economica non ancora superato, possa far entrare in gioco le ingenti risorse economiche della criminalità organizzata che non vede l’ora di appropriarsi legalmente (magari con qualche spintarella) degli asset economici del nostro territorio”.

Amedeo Bianchi, candidato Sindaco del PD di Sabaudia

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