Femminicidio, Katzin: “Felice quando incontro donne che combattono”

Rachel Katzin femminicidio
Rachel Katzin

Nella società di oggi dilaga, purtroppo, il femminicidio. Un fenomeno di proporzioni devastanti sul quale Istat e Ministero della Giustizia monitorano, di continuo. I numeri parlano chiaro: la violenza sulle donne, di ogni tipo, da quella domestica allo stalking, dallo stupro all’insulto verbale, che sfocia poi in omicidio colposo e/o premeditato è in costante aumento.

Nel 2016, sono state ben 120 le vittime uccide da un convivente, da un fidanzato o da un marito. In Italia, per essere più chiari, ogni due giorni una donna viene ammazzata dal suo compagno: più dell’82% dei delitti commessi verso le donne, nel nostro paese, sono classificati come ‘femminicidi’. Quattro casi su cinque: dato a dir poco inquietante.

La follia non risparmia nessuna fascia di età: a morire, per mano dei propri compagni, sono per lo più le ragazze tra i 18 ed i 30 anni ma, incredibilmente, stanno aumentando anche gli omicidi commessi verso donne di età compresa tra i 71 e gli 80 anni. Per parlare di femminicidio, abbiamo contattato Rachel Katzin, che della difesa femminile ne ha fatto un baluardo della sua professione e che, in giro per l’Italia, tiene molto spesso dei cicli di conferenze per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno.

Rachel Katzin femminicidio krav maga

Rachel, presentati ai nostri lettori. Il tuo lavora aiuta molte donne: in che modo dai voce alle donne?

Mi chiamo Rachel Katzin, ho 43 anni, sono sposata e ho tre bimbi. Sono nata e cresciuta a Milano e dopo aver girato un po’ il mondo per studio e lavoro mi sono stabilita in Israele. Pratico le arti marziali da quando avevo 19 anni e qui in Israele, oltre a praticare il karaté, pratico il krav maga, il famoso metodo di combattimento corpo a corpo inventato in Israele e praticato in tutto il mondo. Come istruttrice di arti marziali mi concentro soprattutto sull’autodifesa femminile; insegno a donne e ragazze a difendersi e ad acquistare maggior sicurezza di sé”.

Come pensi sia possibile arginare un problema così grave come il femminicidio?

Con la consapevolezza e la prevenzione. La violenza non è sempre esplicita e palese. Molte donne cadono lentamente in un circolo di violenza fisica e psicologica che si inculca in loro in modo lento e subdolo, senza che se ne rendano conto, per poi sfociare in omicidio. Credo che il primo passo per sfuggire alla violenza sia la capacità di riconoscere certi segnali tipici degli uomini violenti. E starne alla larga”.

Rachel Katzin femminicidio krav maga

Qual è il primo passo per combattere la violenza?

Il coraggio di reagire e di parlare. Non giudico assolutamente il silenzio di molte donne perché non è facile tirare fuori il dolore, la paura e la vergogna. Oggi però, rispetto a vent’anni fa, esistono organizzazioni di supporto, S.O.S. e riabilitazione. Un altro elemento importantissimo è secondo me l’autostima. Una bassa autostima è uno dei peggiori complici della violenza perché una donna che non stima sé stessa non verrà stimata dagli altri. È fondamentale aumentare l’autostima”.

Qual è il tuo sogno per le donne?

Il mio sogno per le donne è quello di trovare l’equilibrio tra forza interiore e femminilità. Sarebbe stupendo se gli uomini imparassero ad amarci, rispettarci e a sentirsi attratti da noi donne per la nostra forza interiore e non solo per l’aspetto fisico”.

Sono molte le conferenze che fai in giro per l’Italia. Quando incontri le donne che combattono, cosa provi?

Felicità. Sono sempre così felice di vedere che non combatto questa battaglia da sola. Io non mi reputo femminista, bensì femminile. È ancora molto difficile trovare donne che esigano rispetto e parità, senza volere essere come gli uomini. A me piace molto essere donna, non vorrei mai sembrare un uomo, né comportarmi come tale. Voglio continuare ad essere attraente, femminile, sexy, senza che questo significhi che la mia femminilità sia proprietà di tutti. Scelgo io a chi concederla”.

Anna Chiara Delle Donne

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