Fmi: economia italiana in netto aumento. Usa e Gran Bretagna in declino

Fmi: economia italiana in netto aumento. Usa e Gran Bretagna in declino. Il Fmi (Fondo Monetario Internazionale) traccia gli aggiornamenti del World Economic Outlook. L’Italia è in netto rialzo. Contro ogni aspettativa ipotizzata lo scorso aprile, il nostro paese registra un Pil  in aumento dello 0,5 punti percentuale in più rispetto alle ipotesi.

Notizie che giungono liete al Governo italiano. Il Premier Paolo Gentiloni presuppone già un impatto migliore sulla manovra di bilancio e sull’abbattimento del debito pubblico. In effetti, per un Paese come l’Italia, le cui ipotesi di crescita economica lasciavano ben poco sperare, il rialzo risulta inaspettatamente accentuato. Il miglioramento risulta tanto più di rilievo quanto più si osserva nello specifico la crescita nell’Eurozona. La Germania registra un incremento dello 0,2%, la Francia uno 0,1 punti percentuale. L’Italia partendo da un valore nettamente inferiore, mostra un’ascesa decisiva.

In discesa brusca invece è la Gran Bretagna che registra un ribasso dello 0,3% rispetto alla stima sul Pil, quest’anno valutato all’1,7%. I motivi, come spiegato dal capo economista del Fmi, Maurice Obstfeld, sono da ricercare nell’impatto incerto in cui è venuta a cadere la Brexit.

Aspro ribasso presenta il risultato degli Stati Uniti. Con un Pil in discesa dal 2,3% al 2,1% nel 2017, gli Usa risentono delle politiche di bilancio dell’Amministrazione di Donald Trump. “Tuttavia – osserva Obstfeld – il tasso di sviluppo Usa è ampiamente al di sopra del debole punto in percentuale pari all’1,6% del 2016”.

Il climax più sorprendente lo ha raggiunto la Cina: +6,7% nel 2017 e una previsione del +6,4% nel 2018 rispetto alle stime effettuate ad aprile dal Fmi. Invariate le ipotesi di crescita per la Russia, il Brasile, l’India e Sud Africa.

Volendo effettuare una valutazione sommaria al netto dell’aumento dell’economia globale, il Fondo Monetario sottolinea una ripresa economica positiva. Tuttavia non sono da escludere i rischi al ribasso nel medio termine: le regole sulle quali punta l’Fmi riguardano un’elisione delle politiche basate sul protezionismo.

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