L’Inter di Spalletti sa soffrire

Dopo la vittoria con il Verona in trasferta i nerazzurri salgono a quota 29 e tornano in seconda posizione. Miglior partenza di sempre dell’Inter nell’era dei tre punti.

Con questo ruolino di marcia l’Inter guidata dal tecnico toscano può ambire alla zona Champions

Borja Valero

. Neanche negli anni d’oro con Mancini e Mourinho la squadra nerazzurra era partita così forte. 29 punti su 33 a disposizione ed unica squadra, insieme al Napoli, ad essere ancora imbattuta in serie A. Neanche il più ottimista degli ottimisti poteva sperare di meglio. La partita con Verona ha dimostrato che anche nei momenti difficili la squadra è unita e non si scompone come nelle passate stagioni. Nel momento peggiore del match al Bentegodi, dopo il pareggio su rigore di Pazzini, l’Inter non si è scomposta e si è gettata nell’area veronese a caccia dei 3 puniti. Dopo solo 8 minuti Perisic trova il gol partita ed i nerazzurri trovano l’ennesima vittoria. Il primo gol era stato segnato da Borja Valero, neo acquisto dato per bollito ad inizio stagione. 6 milioni spesi dalla dirigenza cinese, criticata da tutto il mondo calcistico. Il centrocampista spagnolo insieme a Vecino, altro giocatore proveniente dalla Fiorentina, sta crescendo partita dopo partita. I due stanno dando un contributo notevole alla causa.

Se vogliamo trovare dei limiti a questa squadra è sicuramente la rosa corta. Certo l’Inter non ha coppe e questo è un vero e proprio vantaggio ma alla lunga i ricambi non all’altezza potrebbero pesare sull’andamento del campionato. La mano di Spalletti si vede e come: a lui il pregio della rigenerazione di Nagatomo e D’Ambrosio; a lui spetta il compito di far esplodere Dalbert e Cancelo. Il tecnico toscano ha il merito di aver dato al suo 11 una sua identità: cinismo, compattezza e organizzazione tattica sono le sue armi. L’Inter sta procedendo piano, passo dopo passo, cercando di centrare il suo unico obiettivo senza sognare in grande: tornare il Champions League.

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