“Lucinda, un nuovo modo di comunicare”: a tu per tu con Alberto Bambini

Lucinda Alberto Bambini

di Anna Chiara Delle Donne

Alberto Bambini, regista del cortometraggio horror ‘Lucinda‘, spiega a ‘L’Indipendente Quotidiano’ nascita, sviluppo e finalità del suo progetto cinematografico.

Come nasce Lucinda?

“Lucinda è un progetto nato con lo scopo di concretizzare una delle mie tante paure e dalla mia voglia di misurarmi sempre in sfide nuove e stimolanti. Dopo essermi per anni occupato di musica, ho voluto provare una forma di espressione diversa e assolutamente stimolante come il cinema”.

Che esperienza rappresenta per te Lucinda?

“Lucinda rappresenta appunto un nuovo inizio, un punto di partenza un nuovo modo per me di comunicare. Dicono che ogni regista crei i suoi film per tentare di trovare delle risposte alle proprie domande. Ecco, diciamo che mi ritrovo perfettamente in questa definizione”.

Come hai scelto il cast e come ti sei trovato con ogni membro?

“Il cast è stato scelto con una attenzione quasi maniacale a quello che avrebbero dovuto rappresentare nel corto. Ho scelto gli attori che più di tutti hanno mostrato interesse verso la storia che dovevano rappresentare. Spesso, specialmente se non si ha esperienza nel campo della regia, possono nascere difficoltà nello “spiegarsi” e nel farsi capire dagli attori. Nel mio caso sono stato aiutato dalla grandissima professionalità di attori di alto livello come Romuald Klos e Mario Diodati che non mi hanno mai guardato dall’alto verso il basso ma al contrario hanno interpretato alla perfezione la mia visione del film”.

Qual è il messaggio che vuoi portare alle persone con questo progetto?

“Se messaggio lo si può chiamare, vorrei che le persone si fermassero a riflettere su quante volte nella vita ci facciamo condizionare dalle apparenze, dai preconcetti. Quante volte abbiamo riposto la fiducia in qualcuno o in qualcosa per poi sentirsi traditi da ciò che amavamo di più. La domanda alla base del corto è: che cosa si proverebbe se la religione in cui ti sei sempre appoggiato ti si dimostrasse ostile? Io a dispetto delle mode sono profondamente religioso e questo sicuramente mi ha aiutato nel trasporre in racconto questa mia domanda”.

Alberto, come entra nella tua vita l’horror? Quando hai capito che questa poteva essere la tua professione?

“Sono un perfezionista, tanto, a volte troppo, me ne rendo conto. Mi piace avere il controllo su tutto quello che faccio, Sono testardo e spesso egoista. Chiedo molto a chi lavora con me ma credo di dare anche molto. Tutte queste caratteristiche credo che non potevano che sfociare in un lavoro a 360 gradi come la regia”.

Progetti futuri e sogni nel cassetto?

“Progetti futuri? sicuramente impegnarmi nel portare Lucinda nei circuiti dei festival di cinema indipendente e promuovere al meglio il mio lavoro e quello del mio staff. Per i progetti futuri, sto lavorando per aprire una casa di produzione tutta italiana dedicata appunto al mondo dei cortometraggi Horror e Thriller. Incrociamo le dita!”.

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