SABAUDIA Gervasi Sindaco con la forza dei numeri

Attesa per conoscere i componenti della squadra di governo.

Sabaudia, 30 giugno 2017. Vittoria schiacciante di Giada Gervasi, è questo che emerge dalla lettura dei numeri, ovvero l’unica cosa che conta in politica. Se ce li hai, i numeri, vinci e governi; altrimenti perdi e chiacchieri.

Come l’avvocato di Sabaudia sia arrivata ad indossare la fascia tricolore è abbastanza semplice. Eletta consigliere comunale nel 2013 e raccogliendo oltre mille preferenze con una lista, a distanza di 4 anni ha quintuplicato il proprio favore elettorale, mettendo insieme tre liste e sfiorando l’impresa inimmaginabile solo qualche settimana prima: la vittoria al primo turno. Una crescita del genere si può ottenere solo attraverso un lavoro pregresso costante nel tempo. Di questo si deve dar atto a Giada Gervasi che, attraverso l’organizzazione Cittadini al Lavoro, ha proposto a cadenza temporale momenti di confronto attraverso lo sportello del cittadino, per esempio, ed ha organizzato iniziative gratuite di prevenzione sanitaria. Alla fine le liste a sostegno di Giada Gervasi hanno incassato 4908 voti al primo turno, il doppio dell’altro contendente al ballottaggio. Un risultato che quindi è sembrato eccezionale ma non stupefacente. Al secondo turno non c’è stata storia, su quattro votanti, tre hanno scelto l’esponente civico. La festa che ha invaso il centro a risultato acquisito ha avuto le sembianze di una esultanza popolare tipica di un successo sportivo o quando, per rimanere in tema con il calcio mercato di questo periodo, viene annunciato dal proprio club l’acquisto di un top player. Che Gervasi sia un top player, è tutto da dimostrare ed il difficile arriva adesso che bisognerà dare concretezza a quanto proposto. Gli sconfitti sono già sul piede di guerra e attendono di conoscere le scelte del neo Sindaco circa la nomina degli Assessori.

Che Gervasi abbia vinto è fuori discussione ma su chi siano i veri sconfitti, la fila è tutt’altro che corta. Giovanni Secci si presentava come il favorito ed un’organizzazione strutturata sulla forza dell’esperienza politica. Uomo dei partiti e nel partito, con la forza di ottanta aspiranti consiglieri e i simboli storici del centrodestra: Fratelli d’Italia e Forza Italia insieme, un binomio che in altre parti d’Italia ha portato a successi eclatanti. A Sabaudia invece qualcosa per Secci è andato storto, come nei confronti pubblici, in particolare in quello del 31 maggio quando Secci si è presentato con tanto di completo blu, cravatta e fazzoletto al taschino. Il candidato ha perso in poco tempo il sorriso scintillante mostrato al primo intervento, puntellato subito dagli altri aspiranti Sindaci in merito ai fondi europei ed alle persone affette da disabilità. Proprio su tema Secci ha incassato aspre critiche. Il parapiglia finale che ha coinvolto lo stesso Secci e Alessio Sartori hanno rappresentato uno dei momenti più brutti di una campagna elettorale povera di contenuti.

Chi è stato sicuramente bocciato dai numeri è stato Lino Capriglione: meno del 17% e 1795 preferenze complessive. Lo stesso ex Sindaco Maurizio Lucci è rimasto al palo, fuori dal consiglio comunale. Numeri impietosi hanno condannato Massimiliano Fantini, Roberto Bordignon e, soprattutto, Amedeo Bianchi, tutti sotto al 4% e fuori dal consiglio. Il risultato di Bianchi merita un momento di riflessione. L’esponente del PD ha cercato fino in fondo di trovare alleanze con altri candidati aderendo anche all’iniziativa proposta da Stefano Zappalà per fronte unico contro la minaccia grillina. I pentastellati si sono rivelati inconsistenti ma questo non ha evitato a Bianchi&Co una debacle clamorosa. Che Bianchi se lo aspettasse?.

Con il puzzle amministrativo ancora incompleto, in attesa della giunta, è arrivato il momento dell’assunzione di responsabilità da parte di tutti. È proprio questo di cui necessita Sabaudia, che ognuno faccia la propria parte in virtù della volontà popolare che si è manifestata con i numeri dei risultati elettorali.

 

 

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