Scandalo Weinstein, parla Isabelle Adriani: “Chapeau ad Asia Argento”

Isabelle Adriani

ROMA, 14 OTTOBRE 2017 – “Lo scandalo che ha coinvolto uno dei produttori più importanti e famosi di Hollywood (Harvey Weinstein) negli ultimi tempi, tristemente, non mi ha affatto sorpresa.

Semmai mi ha piacevolmente sorpresa la totale solidarietà di ogni artista, attore, attrice e produttore di Hollywood nei confronti di Ashley Judd, la prima a fare outing negli States, da George Clooney a Ryan Gosling, da Meryl Streep, a Kate Winslet a Viola Davis e ancora tante altre attrici note, un elenco lunghissimo di dichiarazioni di solidarietà, e la stessa ondata di condivisione e comprensione arriva dalla Francia, dall’Inghilterra e persino dall’Australia, ma sono rimasta ancor più sorpresa e addolorata dalle reazioni italiane verso Asia Argento, unica attrice italiana a parlare delle stesse brutte esperienze con Weinstein.

Come attrice dico: ‘Châpeau’ ad Asia, come giornalista penso che sia stata un po’ ingenua a pensare che nel nostro paese avrebbe trovato solidarietà, ammesso che ci abbia mai sperato! Quello che posso dire e’ che almeno per quel riguarda l’entertainment-business non siamo quasi mai solidali giù uni con gli altri, ne’ in Italia, ne’ all’estero, se chiedono ad un italiano di parlare di un altro italiano che ce l’ha fatta, fuori dai nostri confini, difficilmente ascolterete dei complimenti verso il compatriota. Nonostante per carità, il grande coraggio di molti italiani che hanno combattuto e combattono per un ideale o per un sogno e gli incredibili e molteplici talenti e le meraviglie, che l’Italia, il nostro bel paese, vanta!

Mi viene in mente quante poche volte, dalle scuole elementari ad oggi, ho sentito un italiano difenderne un altro pubblicamente se non un avvocato pagato per farlo, in un’ aula di tribunale, o un politicante in cerca di gloria televisiva solo perché bisogna far finta di prendere una posizione per avere spazio nella televisione generalista dove gli autori impongono di avere un ospite pro e uno contro, anche se il vero retro pensiero e’ tutto un altro.

E vorrei chiedere a tutte le colleghe giornaliste ed attrici, e alle donne italiane di ogni settore, se davvero non hanno mai sentito o vissuto una situazione del genere e se non sarebbe questa una buona occasione per parlarne! Io ne ho vissute e sentite tante come per esempio quella del produttore che si faceva trovare nudo in ufficio. Fa ridere adesso sì, ma non fece ridere allora, e chissà perché le attrici che sono giustamente fuggite da quella situazione, non hanno mai più avuto una parte nei suoi film, per non parlare del grande produttore/regista/attore che offre un passaggio con il suo driver per tornare a casa dopo il set e ti salta addosso. Per un passaggio caro? No grazie, meglio un taxi!

Le storie sono tante, perché non fare nomi? Per non dare un dolore alle famiglie, certo, ma anche anche perché viviamo in Italia e sono certa che in un tribunale chiunque ne parla sarebbe condannato per calunnia e tutte le attrici che hanno ceduto alle loro lusinghe e che lavorano ancora in tv e al cinema sarebbero in prima fila a testimoniare la grande moralità di questi ‘signori’, per difendere anche la loro; ma non credo che dentro si sentano felici di questa situazione perché poi, quelle che i veri potenti aiutano veramente, sono poche e sempre le stesse.

Per quanto riguarda Weinstein l’ho conosciuto a Venezia, insieme al mio futuro marito, presentata da un altro grande produttore hollywoodiano, abbiamo parlato di una serie in costume da girare in Italia e non ha palesato alcun appetito, ma le storie sulla sua voracità verso fanciulle in cerca di gloria, erano giunte più volte alle mie orecchie e tutti quelli che conoscevo e lo conoscevano, le sapevano prima di me.

Non so se avete letto la pubblica risposta di Weinstein a chi lo accusa: ha pregato tutti gli altri produttori e uomini di potere di aiutare le donne che lui ha infastidito, stupore anche per questa sua risposta, ma quanti Weinstein ci sono anche in Italia? Pregherebbero almeno i colleghi di aiutare le attrici offese? ‘C’era una volta il cantastorie dirà… e un’altra fiaba comincerà….’

Diciamo la verità, tutte noi abbiamo vissuto o viviamo situazioni simili a quelle di mezza Hollywood. Weinstein non è il primo e non sarà l’ultimo ahimè, e noi donne siamo si’ colpevoli, ma solo perché non abbiamo il coraggio di raccontarlo, e tanto meno di aiutarci e di comprenderci fra noi, sempre pronte a scansare la rivale di turno con menzogne e calunnie, o a gioire se la rivale scende. Che tristezza! Viva Asia che almeno ha parlato, Viva le donne, Viva la verità! Viva la collaborazione e la pietà verso l’altro. Se la segretaria di Weinstein avesse avvertito quella povera Cara Delevingne, protagonista di ‘Valerian’, (in questi giorni al cinema), e le avesse chiamato il taxi come promesso, non si sarebbe ritrovata a subire avance dal produttore e anche da un’altra donna presente! Forse parlarne serve a ispirare un’ombra di vergogna in chi costantemente utilizza il suo potere per conquistare ingenue fanciulle o ambiziose virago, purtroppo chi lo fa, spesso non sa capire la differenza, e mi chiedo: chi denigra la Argento, non ha mai avuto questi problemi? Allora e’ molto, ma molto fortunato/a!

E come si può denigrare qualcuno perché ha tentato di non perdere ciò che ha desiderato e fortemente cercato per tutta la vita? Fare l’attore e’ un po’ come vedere la Boheme per la prima volta e non riuscire ad arrestare le lacrime, e’ come una droga, come avere una dipendenza, non riesci a farne a meno, ti manca l’odore delle assi del palcoscenico a teatro o il rumore del ciak su un set cinematografico e faresti di tutto pur di continuare a farlo perché lo ami, tutto si, ma non la dignità!  Ricordo il codice degli antichi cavalieri riassunto in un detto che mio padre ripete ancora oggi a me e a mia sorella: ‘La Vita al Re, La Spada alla Patria, il Cuore alla donna, l’Onore a Me.’ Un lavoro che si può amare al punto di arrivare al limite, di sbagliare, si, ma Asia l’ ha pure raccontato! Cosa importa quando e come e’ accaduto? E’ successo e lei l’ha detto! Ripeto ‘Chapeau!’ Chi e’ senza peccato scagli la prima pietra!

Dove sono il nostro campanilismo? La nostra Pietà verso chi vive le stesse miserie? Dove la dignità? Dove l’onore? Vorrei svegliarmi domani in un mondo nel quale il talento fosse riconosciuto senza bisogno di accettare avances sgradite e dove un’attrice italiana dimostra solidarietà ad un’altra attrice, io ci provo oggi per Asia ed ogni giorno della mia vita lavorando anche come regista e produttrice con tante donne meravigliose alle quali dico grazie! Stretta e’ la foglia, larga e’ la via, dite la vostra che ho detto ( solo) la mia!”.

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