Uragano Icardi, l’Inter schianta l’Atalanta per 2-0

I nerazzurri scavalcano la Juventus e si portano al secondo posto.

Ora l’Inter insegue il Napoli a due sole lunghezze. 10 vittorie, 3 pareggi e 0 sconfitte. Questo il ruolino di marcia della squadra allenata da Spalletti. 25 gol fatti e solo 9 subiti. Con Icardi e questi numeri sei da scudetto ma sia l’allenatore che i giocatori dell’Inter continuano a nascondersi, affermando che il loro vero obbiettivo  è quello di entrare tra le prime quattro per centrare la zona Champions. Giusto, considerato l’andamento ed i sogni infranti dopo le ultime stagioni. La sensazione, a differenza delle altre volte, è che Inter sia sempre più compatta e unita.

Fattore Icardi

Quello sicuro è che Icardi è il fulcro su cui ha puntato l’allenatore e tutta la squadra. Le palle gol arrivano quasi tutte a lui con Perisic e Candreva che sfornano assist su assist per la punta centrale. Contro l’Atalanta Icardi ha colpito 4 volte di testa la palla nell’area piccola, due volte ha fatto gol. In mezzo un’azione, con splendido lancio d’esterno-tacco di Borja Valero , che lo ha portato a tu per tu con l’estremo difensore bergamasco. Icardi sbaglia un gol che non è da lui ma come al solito ha saputo farsi perdonare. 13 partite e altrettanti gol, cosa chiedere di più?  Più della metà dell’intera squadra. Implacabile!

Rigenerati

Non solo Icardi, vero killer dell’area di rigore, ma questa Inter vie sulla rinascita di alcuni giocatori che sembravano aver smarrito la via. Nagatomo che ieri non ha giocato per Santon, anche lui rigenerato, Miranda che insieme a Skriniar hanno eretto un muro davanti ad Handanovic con soli 9 gol subiti, ben 5 in meno rispetto alla scorsa stagione; D’ambrosio difende alla grande ma è tornato quello di Torino in fase propositiva, dai suoi piedi parte il cross per il 2-0. Perisic è una riconferma e Candreva continua a sfornare assist vincenti dalla fascia, forse avere il capocannoniere argentino rende il compito più facile rispetto alla nazionale, ma i palloni arrivano ed è un dato di fatto.

I nuovi innesti

Se l’Inter è dove si trova, lo deve anche ad alcuni innesti che si stanno rivelando più che azzeccati. Skriniar come accennato prima è senza dubbio quello che ha cambiato il volto della difesa. Con Miranda c’è grande intesa ed Handanovic non vede più piovere palloni di fronte al suo volto come la scorsa stagione. Vecino in mezzo al campo recupera molti palloni e si butta in avanti mentre lo spagnolo ha il compito di costruire e tessere le azioni della sua squadra. A volte cala per via dell’età ma il suo apporto è fondamentale.

Spalletti sta lavorando bene e la sensazione è che con il passare del tempo questa squadra potrebbe ambire ambire a qualcosa di più importante, ma accennato all’inizio, solo il tempo potrà dire se il toscano ha dato alla sua squadra un’impronta talmente forte da poter dire la sua anche per il titolo.

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